Spumante Brut Rosé metodo Classico Pojer e Sandri
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Spumante Brut Rosé metodo Classico Pojer e Sandri

22,00 €

Lo spumante Brut Rosé Pojer e Sandri metodo classico è un brut di grande classe, la cui fermentazione avviene in piccoli fusti di rovere.

I vini rimangono 6 mesi sul proprio lievito, un momento di affinamento aiutato da un effetto “clessidra” con una rotazione settimanale che comprende tutte le botti.

Durante la primavera successiva la vendemmia si passa alla rifermentazione in bottiglia.

La sboccatura si effettua a non meno di 18/24 mesi di permanenza sui lieviti.

Lo Spumante Metodo Classico Brut Rosè di Pojer e Sandri, un metodo classico elegante e raffinato, lungo e materico, tutto da provare.

Produttore:

Pojer e Sandri

Formato: 0,75 l

Quantità
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Informazioni utili

Nazione
Italia
Regione
Trentino
Formato 
0,75 l
Gradazione 
12,5°
Temperatura
9-10 °C
Dosaggio 
Brut
Vitigni
Pinot Nero, Chardonnay
Affinamento
Botte di Rovere

Descrizione

Lo spumante Brut Rosé Pojer e Sandri metodo classico è un brut in cui la sapidità, carattere distintivo dello Chardonnay, coltivato in alta quota, ne fa un rosé di grande bevibilità. Ideale come aperitivo o per chiacchierare in compagnia.

La coltivazione della vigna avviene tra:

  • Faedo in località Pianezzi a 500 m. s.l.m. con esposizione Sud-Ovest e località Palai a 700 m. s.l.m. con esposizione Sud;
  • Cembra in località Valbona (valle laterale alla Val di Cembra) ad una quota di 450 m. s.l.m.

Viene utilizzato il tipoco sistema di allevamento a “pergoletta trentina aperta” con 6000 viti per ettaro a Faedo e guyot con 6200 ceppi per ettaro a Cembra.

Il tipo di terreno dove prende origine lo spumante Brut Rosè della cantina Pojer e Sandri si trova tra la formazione permiana della piattaforma porfirica (roccia vulcanica) e i depositi werfeniani di arenarie, siltiti, marne, calcari e dolomie.

Il terreno è variabile in profondità da 30 a 100 cm, è di tipo limoso–calcareo e poggia su un conglomerato marnoso.

Sensazioni

Vino di colore rosa antico con riflessi ramati, molto fine con corona persistente.

Dal profumo ampio e complesso, frutti rossi: ciliegia marasca e lamponi, ricordano chiaramente i caratteri del pinot nero, non mancano in sottofondo le note dello Chardonnay: paté di mandorla, nocciola e fieno. Il tutto integrato da profumi di pasticceria viennese: vaniglia, caffè d’orzo tostato, cacao.

Al gusto è franco, cremoso e consistente, l’armonia è ottenuta dopo un adeguato dosaggio (Brut).

Abbinamenti

La sapidità, carattere distintivo dello Chardonnay, coltivato in alta quota, ne fa un rosé di grande bevibilità. Ideale come aperitivo o per chiacchierare in compagnia

Produttore

Pojer e Sandri

Pionieri della viticoltura eroica

Produrre vino di gran pregio dai vigneti posti tra la Valle dell’Adige e la Valle di Cembra, precisamente sulla collina di Faedo, collina che a detta di molti possedeva una ridotta vocazione vitata. Arrivando un giorno ad un vino dove la chimica non è ammessa, dove tutto deve seguire un filo logico verso la purezza, la purezza assoluta.

“In un mare di schiava,

coltivata a Faedo e venduta agli Alto-Atesini per produrre il “lago di Caldaro” abbiamo puntato su dei vini quasi rivoluzionari per il momento: la Schiava e il Vin dei Molini vinificati in rosato… freschi, fragranti, profumati e a bassa gradazione, in contrasto con un vino, il “lago di Caldaro”, spesso spento, piatto e addirittura abboccato, dolce, con note calde e sovente ossidate, che stavano nauseando un consumatore sempre più esigente e desideroso di novità”