Olio Extra Vergine di Oliva Tenuta San Guido
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Olio Extra Vergine di Oliva Tenuta San Guido

29,90 €

Olio della Tenuta San guido, ottenuto dalla spremitura di olive Frantoio, Raggiola Moraiolo, Leccine

Produttore:

TENUTA SAN GUIDO

Formato: 0,75 l

Quantità

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Informazioni utili

Nazione
Italia
Regione
Toscana
Annata 
2021
Formato 
0,75 l

Descrizione

Olio extra vergine di oliva prodotto nella Tenuta San Guido sulle colline di bolgheri, in toscana.

La superficie olivicola dell’azienda è disposta in impianti promiscui, nel rispetto dell’agricoltura di tipo tradizionale e caratteristica delle grandi aziende toscane.

Gli ulivi, di varietà leccino, moraiolo, pendolino, frantoio, non sono piantati l'uno vicino all'altro in impianto specializzato.

Sono in filari alternati da campi o vigneti.

Il numero complessivo degli ulivi presenti nell’azienda è di circa 8.000 unità.

Circa 2.000 di cui hanno solo valore paesaggistico e di conservazione del suolo essendo presenti in terreni difficili da coltivare.

ZONA PROVENIENZA: Bolgheri.

ALTITUDINE: 50 mt. s.l.m.

OLIVAGGIO: Frantoio, Raggiola Moraiolo, Leccine.

SISTEMA DI RACCOLTA: Brucatura su reti.

SISTEMA DI ESTRAZIONE: Franto in azienda con macine a molazze e successiva spremitura a bassa pressione.

ASPETTO: Velato.

COLORE: Olio Giallo con riflessi verdi.

PROFUMO: Al naso esprime note di oliva che si mescolano a sentori di erbe appassite.

SAPORE: Fruttato medio con richiami a pomodoro e salvia.

DENSITA’: Fluidità media.

IMPIEGO: A crudo su zuppe e bruschette, in cottura nelle salse, negli stracotti ed in frittura.

ACIDITA’ TOTALE: 0.30 gr. Acido oleico/100 ml.

SAPORE In bocca si dimostra delicato e fruttato, con richiami di salvia e di pomodoro.

NOTE DEGUSTATIVE Gli ulivi, di varietà leccino, moraiolo, pendolino, frantoio, non sono piantati l'uno vicino all'altro in impianto specializzato. Sono in filari alternati da campi o vigneti. Il numero complessivo degli ulivi è di circa 8.000 unità, di questi 2.000 hanno solo valore paesaggistico e di conservazione del suolo essendo presenti in terreni difficili da coltivare.

Abbinamenti

A crudo su zuppe e bruschette, in cottura nelle salse, negli stracotti ed in frittura

Produttore

TENUTA SAN GUIDO

Il Rifugio Faunistico Padule di Bolgheri

Fulco Pratesi, attuale presidente onorario del WWF Italia, nel 1984 scrisse:

"In principio fu Bolgheri. Poi venne il WWF Italia".

Nel 1959 Mario Incisa della Rocchetta decise di trasformare la sua riserva di caccia agli uccelli acquatici, costituita da circa 80 ettari di palude d’acqua dolce e circondata da 440 ettari tra bosco allagato, prati umidi, incolti, pascoli e coltivi, nel primo rifugio faunistico privato italiano. Nel 1966 nasce il WWF Italia, che mosse i primi passi proprio a Bolgheri grazie all’impulso dato dal Marchese Incisa e da Fulco Pratesi, fondatori dell’Associazione.

Come primo presidente del WWF Italia, Mario Incisa della Rocchetta invitò S.A.R. Filippo Duca di Edimburgo, presidente del WWF mondiale, a visitare Bolgheri.

Inquadramento geografico e caratteristiche ambientali

Il Rifugio Faunistico di Bolgheri, inserito nel “Sistema delle Oasi del WWF Italia”, è collocato tra la ferrovia tirrenica ed il mare, e si estende per circa 513 ettari interamente compresi nel territorio del Comune di Castagneto Carducci. Mantiene l'aspetto originario della costa maremmana con alternanza di coltivi e siepi alberate a cui seguono prati allagati durante la stagione invernale; a questi succedono gli stagni ad acqua dolce ad andamento stagionale contornati da bosco allagato a Frassino ossifilo Fraxinus angustifolia, che attribuiscono assoluta unicità a questo ambiente. Il bosco costiero dunale separa gli stagni dalla spiaggia naturale, di straordinaria bellezza, dove dominano specie pioniere psammofile quali il Giglio di mare Pancratium maritimum, Eringio marittimo Eryngium maritimum e Ruchetta delle sabbie Cakile maritima.

Airone bianco maggiore (Casmerodius albus, fino a pochi anni fa Ardea alba),con una Rana verde (Rana esculenta) nel becco

Inquadramento normativo

Nel 1977 il Rifugio Faunistico Padule di Bolgheri è stato tra le prime zone umide italiane a fregiarsi del riconoscimento di "Zona Ramsar" (Zona Umida di Importanza Internazionale) proprio per la sua peculiarità di garantire a numerosissime specie di uccelli acquatici la presenza di ambienti idonei alla sosta invernale ed al transito primaverile.

Inserito nella “Rete Natura 2000” della Unione Europea come SIC (Sito di Importanza Comunitaria) per la presenza di habitat rarefatti a livello europeo, e come ZPS (Zona di Protezione Speciale) per la conservazione degli uccelli selvatici, il Padule di Bolgheri rappresenta una delle aree naturali più importanti della Toscana.

Presenze faunistiche

Straordinari i voli invernali di migliaia di anatre di superficie: Germano reale, Alzavola, Fischione, Canapiglia, Codone, Mestolone, a cui in primavera si aggregano le Marzaiole. Di rilevante importanza la presenza invernale di Oca selvatica (500-700 individui), simbolo dell’Oasi, che rendono il padule di Bolgheri uno dei più importanti siti di svernamento per la specie in Toscana.

In inverno sono presenti grandi stormi di Pavoncella, con contingenti fino a 1.800 individui, a cui si aggrega il raro Piviere dorato. Importante la presenza del Colombaccio, stimato talvolta in decine di migliaia di individui, che utilizza come dormitorio il bosco costiero.

Numerosi anche i Beccaccini ed ardeidi di varie specie, tra cui il rarissimo Tarabuso e l’Airone guardabuoi, quest’ultimo presente con un dormitorio notturno di circa 700 individui. Tra i rapaci svernanti si citano l’Albanella reale, Falco di palude, lo Smeriglio, il Pellegrino.

In primavera l'Oasi registra il transito di numerose specie di uccelli trampolieri: la Pittima reale, il Combattente, il Totano moro, la Pettegola, il Piro-piro boschereccio, il Cavaliere d'Italia e l'Avocetta sono tra i più frequenti. Anche l'Airone rosso, la Sgarza ciuffetto, la Nitticora ed il Tarabusino transitano in primavera sugli stagni dell'Oasi.

La coppia nidificante di Cicogna bianca (Ciconia ciconia)

Dal 2008 l’Oasi ospita una coppia nidificante di Cicogna bianca, tornata a nidificare in alta Maremma dopo un’assenza di circa 200 anni, ed una garzaia (colonia di aironi) costituita da Airone guardabuoi, Garzetta e Sgarza ciuffetto.

Tra i migratori primaverili nidificanti in Oasi si segnalano il Rigogolo, la Ghiandaia marina, nidificante dal 1999, il raro Cuculo dal ciuffo, il Cannareccione, la Cannaiola, l’Averla piccola, la Rondine.

Nel bosco allagato nidificano il Picchio rosso minore, vera rarità del Padule, il Torcicollo, il Rampichino ed il Pettirosso.

La spiaggia del Rifugio Faunistico da ospitalità al raro Fratino, piccolo trampoliere legato agli arenili naturali, nidificante con circa 4-6 coppie.

Tra i mammiferi si segnalano il Capriolo, il Daino, il Cinghiale, l'Istrice, la Volpe, la Martora, la Faina, la Donnola, il Moscardino.

Tra i rettili si citano la Testuggine palustre, la Testuggine terreste ed il Cervone, tutte specie fortemente rarefatte in tutto il Mediterraneo, oltre al Biacco, la Natrice dal collare e la Vipera Tra gli anfibi si segnalano la Rana verde, il Rospo comune, il Rospo smeraldino, la Raganella intermedia ed il Tritone crestato.