Pojer e Sandri

Pionieri della viticoltura eroica

Produrre vino di gran pregio dai vigneti posti tra la Valle dell’Adige e la Valle di Cembra, precisamente sulla collina di Faedo, collina che a detta di molti possedeva una ridotta vocazione vitata. Arrivando un giorno ad un vino dove la chimica non è ammessa, dove tutto deve seguire un filo logico verso la purezza, la purezza assoluta.

“In un mare di schiava,

coltivata a Faedo e venduta agli Alto-Atesini per produrre il “lago di Caldaro” abbiamo puntato su dei vini quasi rivoluzionari per il momento: la Schiava e il Vin dei Molini vinificati in rosato… freschi, fragranti, profumati e a bassa gradazione, in contrasto con un vino, il “lago di Caldaro”, spesso spento, piatto e addirittura abboccato, dolce, con note calde e sovente ossidate, che stavano nauseando un consumatore sempre più esigente e desideroso di novità”

Il Trentino: il più bel giardino vitato d’Europa

Dalla montagna alla vite. Il Trentino, un cameo naturale fra cornici dolomitiche, laghi, identità climatiche e zone viticole di montagna davvero sublimi ed uniche. Questi tratti e la collocazione geografica, ricca di sfaccettature climatiche, caratterizzano l’impronta identitaria legata al territorio, i cui vini risultano decisi e di grande impatto sensoriale.

La Filiera

Terra, lavoro, persone e tanta passione.

Dalla terra alla tavola. L’uva vinificata nasce e cresce nei vigneti per la maggior parte di proprietà dell’azienda. Vigneti di montagna dove la Natura scandisce il ritmo delle stagioni e imprime nei vini la sua anima. Ogni filare è espressione del profondo rispetto per l’ambiente e del contatto continuo dell’uomo con la terra.

Faedo

“Faedo è una sorta di spartiacque nella storia del Trentino. Uno di quei luoghi dai profumi antichi, brama di chi un tempo voleva controllare il passaggio tra nord e sud.”

La lunga irradiazione solare dei vigneti, il tipo di terreno e l’Ora del Garda, che assicura una mite ventilazione durante le calde giornate estive, regalano una straordinaria unicità a questo luogo e lo rendono straordinariamente vocato alla viticoltura.

Benché l’aspetto possa sembrare quello di un classico conoide, l’attuale morfologia della zona non è dovuta esclusivamente ad un’azione alluvionale, bensì anche al processo franoso che si è originato nel periodo interglaciale. Gli accumuli franosi, avvenuti a riprese successive, sono stati poi veicolati e deposti più a valle dal Rio Faedo sino a modellare l’attuale conoide. Ed ecco che troviamo una zona basale costituita da detriti misti a prevalenza dolomie su substrato limoso, una parte mediana caratterizzata invece da suoli che si evolvono da siltiti rosse e la parte più alta composta prevalentemente da Dolomie e arenarie.

Nascono a Faedo la maggior parte dei nostri Classici: dalla Nosiola al Traminer, dal Müller al Pinot Nero, dal Sauvignon al Vin dei Molini e anche le nostre due riserve piu importanti: il Bianco Faye e il Rosso Faye.

Cembra: Maso Besleri

Uno dei paesaggi più caratteristici e riconoscibili è il versante destro orografico della Valle di Cembra. I muri a secco testimoniano come l’opera dell‘uomo ha addomesticato pendenze talvolta impossibili, firma indelebile della nota “agricoltura eroica”. Il porfido: “L’Oro Rosso” della valle conferisce ai vini particolare mineralità e fragranza. Val Bona, perpendicolare alla Valle di Cembra. Maso Besleri, ricomposizione fondiaria di circa 9 ettari. E’ qui che hanno trovato dimora parte del panorama varietale aziendale. Dal Pinot Nero allo Chardonnay, dal Sauvignon al Riesling, dall’Incrocio Manzoni al Traminer, dallo Zweigelt alla Franconia. Varietà in parte vinificate singolarmente e in parte utilizzate per il Besler Biank e il Besler Ross.

Grumes: Maso Rella

Il punto zero per la rincorsa all’infinito. Grumes. Fine della Val di Cembra. 850 m di altitudine. Tra villaggi arroccati e terrazzi di muri a secco, inconfondibile caratteristica di un paesaggio modellato da secoli di fatiche e amore per la montagna.

Maso Rella: ricomposizione fondiaria protetta da un bosco di 50 ettari. Tra 400 e 900 m.s.l. mare. Piena montagna. Fresca ventilazione mattutina dalla Marmolada. Mite ventilazione pomeridiana dal Lago di Garda. Nasce qui il Progetto Zero.

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